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posta di amoreamore.it a
cura di Eleonora |
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I
consigli di Eleonora hanno risolto i vostri problemi?
Fatecelo sapere!!! |
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pag.21
January
08, 2004
ciao eleonora
mi chiamo d. ho 21 anni mi ritengono un bel ragazzo e cmq
ho modo di conoscere molte ragazze visto che insegno scuola
guida... il problema è il seguente: ad ottobre scorso
ho conosciuto una ragazza che mi ha colpito...abbiamo iniziato
a sentirci frequentarci... insomma è nato qualcosa
tra noi io poi sono partito per 15 giorni sono ritornato ed
ora tutto ok le cose vanno meglio di prima... dirai qual'è
il problema?? be ci son delle cose che mi lasciano perplesso:
il fatto che lei si fa sentire per messaggi nn mi ha mai fatto
una chiamata (anche in questi giorni che ha finito i soldi
nel telefono), nn mi da sicurezza che esca molte volte...
ti assicuro che dai messaggi che manda e da come si comporta
quando stiamo insieme sembra davvero presa da questo rapporto...
forse quanto me credo... pero a me queste piccolezze che nn
vanno creano dei problemi... e soprattutto la cosa piu importante
è che ho paura di sbagliare nel modo di comportarmi
di darle troppo o nn accontentarla per nulla... questi piccoli
problemi creano in me la paura di perdere una ragazza cosi
(credo d'oro) a cui ci tengo troppo e mi sto affezionando...
credimi sto malissimo dentro... mi rivolgo a te se puoi darmi
qualche consiglio come comportarmi con lei... per far si che
possa arrivare ad un legame piu serio e duraturo (cosa del
quale lei me ne ha parlato piu' volte)....credo di aver trovato
una persona come sognavo nn voglio farmela sfuggire percio
nn posso e nn voglio sbagliare, grazie per la tua disponibilità
attendo tue notizie... davide
Se per te sbagliare significa darsi
tutto in amore e allora sbaglia pure! Il tuo errore non sta
certo nei sentimenti che provi ma piuttosto nei mille pensieri
che ti dai (da solo!). Non c'è niente di male nel provare
un pò di gelosia ma mi raccomando che non diventi un
ossessione, piuttosto guardala con ammirazione per quanto
è frizzante, piena di interessi, tra cui tu! Baci nora
Friday, January 09, 2004
Ciao Eleonora, sono PRONTA PER LA LOBOTOMIA, ho 28 anni e
penso di avere un problema comune a molte donne al mio compagno
un aitante professionista di 39 anni piacciono le donne, specialmente
giovanissime e biondissime, peccato che io sono bruna e a
meno che non faccia qualche patto col diavolo gli anni passeranno
anche per me!
Mi dice che mi ama tantissimo e comunque torna sempre da me,
perchè sono una persona bellissima, bla bla bla.........
Io sono un Ing. Meccanico a contatto continuo con molti uomini
ed essendo anche carina la corte è scontata, ma per
me esiste solo lui, lo mollo quando scopro che gli interessa
qualche sua nuova paziente mi distruggo dalla disperazione
se non ce lui, mi mancano anche le cose più insignificanti
di lui e poi dopo un pò come per incanto torniamo insieme.
Ma come si fa a stare con un uomo di cui non ti fidi e che
sai che a meno che non lo decida lui non potrà cambiare?
Ci ironizzo su ma sto da cani e anche se razionalmente so
che non è l'uomo giusto per me, il mio cuore continua
a portarmi da lui, non fa che farmi notare tutti gli altri
aspetti positivi del suo essere che sono molti. Un abbbraccio
Ti rigiro la tua stessa domanda: " Ma come si fa a stare
con un uomo di cui non ti fidi e che sai che a meno che non
lo decida lui non potrà cambiare?".
Per amore! E allora per amore c'è chi è disposto
a viversi anche soltanto pochi momenti belli e subire cose
spiacevoli come potrebbe essere quella di essere traditi.
Se le cose devono cambiare perchè è lui soltanto
a dover cambiare? Anche tu potresti! Ma pare che a te piace
così, in fondo, per cui dov'é il problema? In
poche parole: Se non ti senti di accettarlo prova prima tu
a reagire in modo diverso è probabile che la situazione
si modifichi e prenda un'altra piega! Ogni cosa che ci riguarda
dipende da noi tranne la morte naturale (ma per quest'ultima
abbiamo tempo!). baci Nora
January
09, 2004
ciao
sono una ragazza di 18 anni, innamorata del suo istruttore
di guida. a ottobre ho sostenuto e superato l'esame x la patente
e da allora non l'ho più ne visto ne sentito.
durante le guide mi chiese se cecavo un ragazzo e io gli avevo
detto di no (non volevo farmi vedere già cotta di lui...)
adesso per natale gli ho mandato un sms con gli auguri ma
lui non mi ha risp. e non so perchè... avrà
la ragazza? E'per la timidezza, per il timore di un ulteriore
rifiuto? io come mi comporto? proprio ora c'è un mio
vicino di casa che sta facendo la patente e vedo l'istruttore
in quanto lo viene a prendere a casa con l'auto di scuolaguida,
non so se parlargli, far finta di niente, mandargli messaggi
sul cellullare e soprattutto non so se gli interesso ancora
... grazie se mi rispondete con un consiglio sia per me sia
per il suo comportamento, non so a ke cosa pensare... grazie
Sul
suo comportamento? E qual'é? A te piuttosto ti consiglio
di capire se in lui puo esserci interesse per te. Magari esci
dalla porta, quando lo vedi e vallo a salutare. In fondo lo
conosci! Puoi capire da un eventuale sorriso o sguardo particolare,
da una parola insomma se in qualche modo hai l'opportunità
di avvicinarlo qualcosa succederà. Che sia amore o
no è sempre meglio che restare nel dubbio, al di là
dei vetri della tua finestra.
baci nora
January
07, 2004
Cara Eleonora,
Ti eleggo a rappresentante del popolo femminile per farti
una domanda: ma alle ragazze piace essere approcciate? Mi
spiego. Io vado in università, in palestra, in biblioteca
e vedo molte belle ragazze. Mi verrebbe voglia di conoscerle
tutte, ma non perchè io sia un maniaco... semplicemente
perchè penso che solo conoscendo gente posso trovare
qualcuno con cui stare bene insieme. Invece mi sembra che
quando sono seduto, per esempio, di fianco a una ragazza e
butto li una frase per attaccare discorso, a lei dia fastidio.
E questo indipendentemente dal fatto che le interessi o meno
(suppongo che a volte vorrebbero parlare e a volte no..).
Perchè? forse sbaglio io il modo, ma non sono ne volgare,
ne arrogante e neanche troppo serioso; faccio una battuta,
chiedo cosa sta leggendo e cerco di far partire un dialogo,
ma... nisba. Come fare a conoscere ragazze??
Purtroppo riconosco che in certi ambienti
e in certe situazioni ci possa essere indifferenza e scetticismo
verso il genere umano tanto da precludersi poi delle meravigliose
amicizie. E tu che invece, per carattere, saresti aperto a
conoscere chiunque... ne sei una vittima! Grazie per avermi
eletto a capo del popolo femminile ma proprio non me la sento
di rappresentare questa fascia di donne che sfuggono ai rapporti
umani. Per carattere anch'io sono molto aperta per cui parlo
con tutti coloro mi rivolgono la parola e addirittura ci scherzo
e rido. Eppure sono sposata ed è ovvio che non ho altri
interessi oltre a quello di comunicare con altri miei simili.
Intanto ti posso proporre di frequentare di più gente
del tuo stesso sesso per che tra voi uomini è più
facile entrare in comunicazione senza pensare chissà
a che cosa. Insieme poi avrete senz'altro mille possibilità
(alle feste magari) di conoscere anche qualcuno dell'altro
sesso. Sii sempre simpatico ed aperto e non pensare di essere
sbagliato anzi se ci riuscisse, chi quà e chi là
ad infondere un pò di fiducia nel genere umano non
potremmo che esserne felici e fieri. baci Nora
January 09, 2004
Ciao..
sono D. Circa un anno fa avevo una relazione da piu di 7 mesi
con un rag che viveva lontano, ma la nostra relazione era
bellissima, serena, e lui era molto comprensivo con me e le
mie paranoie, cercava sempre di capire e discutere, + era
il mio primo rag (intendo il rapporto sessuale), cioe un angelo,
e tutti gli miei amici lo sapevano di noi, ma io l'ho lasciato
( e nn giudicarmi per questo, lo faccio abbastanza da me,
e dire i pure troppo) xché mi son messa con uno che
praticamente mi ha rovinato l'esistenza, brutale, incomprensibbile,
e addirittura violento, beh sono stati i mesi piu neri della
mia vita, il maggio scorso l'ho lasciato dopo una violenta
lite che mi e costato delle lividi sul corpo. Sono stata male,
ma ho trovato conforto nell'amicizia che mi e stato di grande
aiuto, ma il problema e che nn riesco a riprendere la vita
normale di una di 23 anni, e poi dei ragg
che erano miei amici, appena hanno saputo che avevo roto con
il mio ex si sono fatti avanti ma mi e sembrato come se fose
solamente per sesso, e li ho respinti... ora mi sento sola
e sento il bisognio d'affeto e di tenerezza, ma nn riesco
a legarmi a nessuno, e poi nn riesco a parlare delle mie relazioni,
sono molto chiusa, ma so che se devo cercare una relazione
devo cominciare ad esprimermi anche se mi vergogno.SALUTI
E BACI
Qual'é la normale vita di una ventitreenne? Non credo
ci sia una normalità, uguale per tutti nel viversi
una storia d'amore o addirittura una vita. Questa mia rubrica
è frutto del mio pensiero che non è certo l'unico
pensiero al mondo sul come viversi la propria storia.
Non ho capito perchè tu hai lasciato il tuo primo ragazzo,
anche se credo che sia bastato il fatto di non amarlo. Per
l'altra storia che hai vissuto mi dispiace che tu non ne sia
uscita in tempo ma adesso che è finita riprendi pure
ad essere serena e rilassati, non cercare di giudicarti per
forza. Non abbiamo bisogno di etichettarci poichè sarebbe
impossibile essere sempre uguali per tutto il corso di una
vita. Quello che è stato ti ha fatto riflettere? Bene!
ma adesso procediamo e cerchiamo soltanto piacere e cose
belle per questo presente da vivere.baci Nora
January 16, 2004
Ciao
Eleonora,
mi chiamo C. e ho 28 anni. E'difficile parlare di questo,
ma va da se che ci voglio provare lo stesso. I miei sono separati
da 8 anni ormai. Mio padre una persona forse impossibile da
descrivere, ci ha fatto male, del male vero, ferite che so
di portarmi dietro per tutta la vita. Era violento, incestuoso,
infedele, e se ne vantava pure a casa, assente. Sapeva esercitare
una pressione psicologica di inaudita cattiveria soprattutto
su mio fratello col
quale era diventato antagonista per l'amore verso mia madre
e che ha tentato il suicidio un paio di volte. Mia madre troppo
debole per vedere, pure lei sull'orlo del suicidio almeno
due volte, dove ogni volta ero sempre io, nelle eta'piu'assurde
dei 12 e 17 anni a raccogliere i cocci del suo cuore quando
mio padre, dopo averla umiliata, fuggiva da qualcun'altra.
Io ho avuto vari problemi col cibo, ma tutto sommato ho sempre
"retto" l'urto dell'odio che mio padre nutriva per
il mondo e che sfogava su di noi. Mi sono sempre
sentita sull'orlo del baratro, sempre a chiedermi cosa ne
sarebbe stato di me se mio padre quella volta avesse ferito
a morte mia madre con un coltello o se mia madre fosse mai
riuscita nei suoi disperati tentativi di suicidio. E'orribile
crescere cosi, impari a non avere alcun contatto con te stessa,
a non amarti ed ascoltarti. A 21 anni conobbi un uomo
straordinario. Non credo di aver saputo nemmeno cosa significasse
amare. Lui con pazienza ha raccolto i cocci e ha accettato
di amarmi per 6 anni, non sempre facili per lui visto che
ho scoperto me stessa proprio in quel periodo. All'ennesimo
tentativo di suicidio di mio fratello mia madre ha chiesto
il divorzio dopo 25 anni di matrimonio. Lui e'arrivato proprio
quando io ho ripreso a vivere. Mi sono iscritta all'universita'
(che devo ancora
finire!) e ho iniziato a viaggiare. Lui mi ha sempre aspettato
pazientemente, capendo, sostendomi addirittura quando i primi
tempi fuori Italia mi sentivo sola. Mi ha insegnato il rispetto,
il sesso. Ha sempre capito le mie difficolta', non ricordo
con lui una sola lite in cui volasse una parolaccia o che
diventasse furiosa. Sapeva che il tono della voce era tutto
per me, la prima volta che abbiamo litigato per una stupidaggine
ho iniziato a tremare come una foglia, lui senza dire nulla
mi ha solo abbracciato chiedendomi
scusa per non avere capito. Poi un giorno mi ha chiesto di
sposarlo ed inevitabilmente mi sono fatta un esame di coscienza
rendendomi conto di non amarlo piu', forse non lo amavo da
tanto ma gli ero cosi grata che non ero stata capace di vederlo.
Ho passato sei mesi a rodermi il cervello per capire, accusando
addirittura me stessa di non essere capace di amare e che
quindi ero geneticamente propensa a scambiare amore per violenza.
E avevo paura, sapevo di lasciare qualcuno che mi avrebbe
amata nel bene e nel male, avevo paura di non essere capace
a correre rischi, di non averne i mezzi
emotivi. Non sapevo se ero io o i miei sentimenti. Poi sono
partita in Erasmus e mi sono innamorata, non ricambiata, di
un ragazzo. Un altro uomo gentileche, pero', amava un'altra
donna e che mi ha sempre trattata come una amica molto speciale.
Ho capito che cercavo altro e il mio ex meritava un amore
piu'completo del mio e l'ho lasciato, non senza dolore e paura.
Lui, dopo sei mesi di stacco, mi si e' riavvicinato e ad oggi,
dopo un anno e mezzo, rimane un dolce amico al quale non dimentico
mai di mandare messaggi e telefonare nelle ricorrenze. Gli
saro'grata eternamente, ma era giusto finisse. Manco a
farlo apposta dopo 3 mesi incontro un altro ragazzo. Come
in tutti i miei legami tutto parte da una splendida amicizia:un
uomo colto, affascinante, politicamente impegnato, sensibile,
con quella goffaggine e piccole insicurezze che tanto adoro
negli uomini in certe situazioni e mi faceva ridere senza
mai essere pesante o banale. Uno scrittore di ottima famiglia
e socialmente impegnato. Non credo di essermi mai sentita
così con qualcuno:era
perfetto nei tempi, mi piaceva tutto di lui, lo ammiravo,
passavo ore a parlare con lui e anche cosi, senza implicazioni
sentimentali, ero felice. Non soffrivo del fatto che avesse
storielle con altre, per niente, io avevo la sua amicizia
e a me bastava, mi reimpiva gia', 6 mesi prima aveva chiuso
una storia nefasta con una ragazza con profondi disagi psicologici
durata meno di due anni e col tempo avevo scoperto che anni
indietro pure
lui aveva avuto problemi di depressione. Avevo intuito un
profondo conflitto in lui verso i suoi genitori, paura di
deluderli (lui figlio unico di due persone molto colte legate
da un profondo amore), aveva nascosto loro il suo malessere
e disagio verso le donne, la sua timidezza negli anni dell'adolescenza
che lo aveva portato ad un tentativo di suicidio
assolutamente non plateale ma lento ed inesorabile: l'anoressia
e l'alcolismo nascosti dal fatto di studiare lontano da casa.
Non chiedermi come i suoi genitori non se ne siano mai accorti
che sfugge pure a me!!!La sua ultima storia lo aveva distrutto
emotivamente ed io sono arrivata. Non ho mai fatto pressioni,
non sono il tipo, ho troppe paure per prendere iniziative
con gli uomini, troppe le incertezze. La sua amicizia mi arricchiva
gia' abbastanza. Stavo bene cosi, anche se sapevo che una
parte del mio cuore gia' lo amava. Ad un certo punto ha iniziato
ad accostarmi in modo diverso, diversi i toni delle mail (lui
abita a 80 km da me), quelli delle telefonate. Io mi sentivo
spaventosamente goffa e onorata allo stesso tempo che un uomo
che ammirassi cosi tanto avesse tante attenzioni per me. Poi
si e'dichiarato.Per un mese mi surclassava di messaggi, telefonate.
Quando ci si vedeva era un continuo emozionarsi. Credo che
la mia timidezza lo avesse
colpito profondamente, cosi lontana dall'aggressivita' sessuale
della sua ex che, per disagi diversi, evitava un contatto
con se stessa gettandosi in continue storie malate. Ovviamente
sapeva del mio passato, avevo sorvolato sugli incesti, mi
vergognavo, temevo potesse stimarmi meno e, soprattutto, volevo
aspettare una intimita' diversa per parlargliene. Volevo il
momento giusto. Non so, nella mia mente pensavo che il fatto
che mi potesse amare fosse un qualcosa che dovessi meritare,
e il mio passato avrebbe potuto farmi apparire meno meritevole.
Questo errore mi e'stato fatale. Il sesso e' arrivato da se,
con dolcezza e lentezza, cosi tanto che mi sono fatta il mio
bel piagnisteo mentre lo facevo, ovviamente nascondendolo.
Poi non lo sento per 24 ore e la cosa mi puzza. Aspetto che
sia pero' lui a chiamarmi, ma la mia ansia trapela. Gli chiedo
se ha dubbi visto che dopo aver fatto l'amore non era stato
li con me, ma era voluto uscire. Da li inizia un incubo durato
un mese, perde la testa, mi accusa di essere conflittuale
e che dovevo parlargliene, che lui le cose non se le poteva
sognare e mi chiede di rallentare. Non ci potevo credere:mi
aveva spinto ad amarlo e ora mi faceva sentire invadente.
Io, che per insicurezza non lo sono mai. Purtroppo pero' il
passato riaffiora, laddove una persona piu'equilibrata di
me avrebbe posto dei paletti, io non ho potuto. Abbiamo continuato
a sentirci per un mese, lui continuava a cercarmi dicendo
di amarmi, ma di non
essere in grado di stare con me a causa dei malesseri che
si trascinava dalla sua ultima storia, che intanto continuava
ad infierire. Pero' mi cercava, ci siamo ancora visti. Ancora
abbiamo fatto l'amore. E al telefono erano interminabili discussioni,
miei interminabili pianti e suoi silenzi davanti alle mie
lacrime. E spesso piangeva pure lui. Si accusava di essere
inconcludente, fallito in amore, incapace di saper capire,
io mi struggevo nel tentativo di non farlo sentire cosi, affossandomi
ulteriormente. Poi un giorno mi chiede se per un po' non sarebbe
stato meglio non sentirsi. Io li, finalmente punto i piedi
e gli dico che se mi vuole lasciare lui se ne deve prendere
carico. Esce di testa, fa ancora leva sui miei sensi di colpa
(il suo master in psicologia pesa!!) e mi lascia girandola
cosi bene da far apparire il nostro un rapporto che mai potrebbe
funzionare.Tutto questo ovviamente al telefono. Il mio equilibrio
crolla. Di nuovo riappaioni i vecchi incubi (fino a 20 anni
ho sofferto di spaventosi incubi notturni che a serate alterne
mi svegliavano nel cuore della notte in pieno panico). Quello
che il mio ex aveva curato, lui aveva fatto riaffiorare.Ovviamente
non l'ho piu'cercato. E sono andata in terapia. Soffrivo di
attacchi di ansia, panico nel cuore della notte. La mia vita
e'molto semplice: lavoro part-time come cameriera, studio,
amici, cinema, lettura, Tango. La mia vita mi piace e so che
dal cielo non cadono bombe ne ci sono cecchini fuori dalla
porta, ma sapevo di avere traumi irrisolti da sciogliere.
Sono stata malissimo per mesi a causa di questa storia. Dopo
due mesi gli mando un sms per chiedergli come sta, mi dice
che mi pensa spesso e che sta cercando l'energia per
ricominciare, di scrivergli se ho tempo e voglia. Non so cosa
si spacca in me, ma il mio cuore fa crack. Gli scrivo una
mail carica di accuse. Lui, prevedibilmente, incassa male
e ancora mi gira la frittata in modo da far passare me come
quella che non ha capito e quanto gli fosse costato lasciarmi
e decidere di non amarmi. IO gli chiedo scusa?!?!?!?! Dopo
tanti mesi di psicoterapia so bene cosa mi avesse spinto a
non tirarmene fuori, gli stessi processi malati che mi spingevano
ad implorare amore ad un uomo, mio padre,
che per problemi personali non poteva darmene erano alla base
di questa attrazione malata che ancora adesso, dopo un anno,
fa male. Pensavo che un uomo che a soli 31 anni fosse stato
in grado di essersi costruito un'ottima posizione sociale,
con 1000 interessi ed una cultura sopra la norma doveva essere
per forza una persona valida e solida. Stupidissimo pregiudizio.
E' forse vero il contrario, che mentre noi donne ripieghiamo
su noi stesse in fase di malessere, gli uomini sono piu' proiettati
verso l'esterno, per fattori culturali credo. Sei mesi fa
gli ho scritto una lettera:11 fogli. Ho sicuramente peccato
di presunzione, ma non potevo tollerare che non sapesse cosa
mi era costato questa storia in fatto di dolore, autoanalisi
e difficolta'. Ferire e fare male in modo cosi gratuito, sapendo
di farlo, deve essere qualcosa che deve indurre a riflettere
e
cambiare.O ad avere almeno coscienza di averlo fatto. Io non
lo reputo uno "stronzo" gratuito, solo una persona
con acuti problemi alla quale io ho permesso di farmi male.
Accusare solo lui e'errato, io di fatto ero in mezzo e se
glielo ho permesso e' perche' qualcosa di altrettanto malato
mi attraeva verso le sue deviazioni nel pensiero romantico
che la forza del mio amore lo avrebbe indotto a cambiare.
Era certo la mia una forma di controllo, la stessa che usava
mia madre tentando il suicidio quando mio padre non voleva
saperne di lei. Ad oggi ci penso di continuo, d'altronde so
che sono modelli
imposti, quasi ancestrali, ancora mi accuso, ma non l'ho piu'
cercato. E lui non ha cercato me. Credo che la mia lettera
abbia colpito in centro. E credo sia meglio per entrambi.
Lui l'ha fatta passare per il momento storico sbagliato. Io
non credo che esista un momento storico giusto o sbagliato,
ma amare richiede impegno e soprattutto la capacita'di guardarsi
dentro, senza proiettare sull'altro il nostro vuoto interiore
che rimarra' tale finche' non lo si abbraccia, da soli o con
qualcuno. So che non avra' dimenticato, spero
solo, con presunzione, che ne faccia tesoro. A volte mi manca,
vorrei sapere come sta, se sta meglio, ma so cosa succederebbe
dentro di me e il suo silenzio e' un messaggio. E'un anno
che sono sola. Ho continuato la mia vita curando le conseguenze
di questa storia intensa e nefasta, curando, soprattutto,
quelle del passato che cmq non spariranno mai. Leggo tante
delle tue storie, quando leggo certi struggimenti, vorrei
con una scossa, trasmettere loro cosa sia il dolore vero,
quello sordo, cociente, di una vita povera senza vie di uscita
che un ragazzino prova non avendo alternative davanti a dei
genitori cosi presi dai loro problemi irrisolti da sfogarli
sui propri figli con minacce e ritorsioni. Ho escluso mio
padre dalla mia vita da due anni, mia madre ad oggi si logora
dal senso di colpa, farei tutto per lei, ma ancora non riesco
a perdonarle il fatto di non averci protetto, anzi, di aver
chiesto a me e mio fratello la protezione dal suo dolore.
Mio fratello lavora e non parla mai. Ci sono argomenti che
e' come se fossero cancellati, ma si sentono, ci sono fra
noi e ci impediscono di amarci serenamente, e' come se fossero
sotto il tappeto. Mio padre e' fra noi sempre. E non so se
provarne pena o rabbia. Ad oggi lui crede di aver ragione
in tutto. Io cerco di vivere serenamente, so che questa attrazione
verso il deviato e' un mio limite, so di essere un pezzo di
cristallo che cerca
conferme di se stessa negli altri. So che un uomo vicino a
me deve avere la forza, l'equilibrio e la sensibilita' per
capire il peso che porto. Non e' facile amarmi, capire i miei
silenzi, certe paure ataviche, ma non ci penso. Voglio solo
laurearmi e lavorare nel sociale, con pochi soldi per arrivare
a fine mese magari, ma con la consapevolezza di aver alleggerito
anche solo per pochi minuti la vita di chi sta male, male
davvero. Che poi
sia con qualcuno o meno sara' il destino a dirlo, la vita
puo' riserbare sorprese, spero anche belle, vorrei solo avere
piu'coraggio, piu' umilta' e meno paura!!! GRAZIE.Un bacio
Sarò sincera: ci sono due cose che ho letto nella tua
lettera che mi sono piaciute poco e credo che non ti aiutino
a migliorare la tua condizione, per questo mi permetto di
dirtelo. Una è che vorresti far provare il "vero
dolore" ad altre persone e l'altra è che cerchi
un uomo che sappia capire (subire) le conseguenze del tuo
dolore. Proprio come te cara nessuno merita di soffrire! Tuo
padre è stato uno stronzo e di questo ne hai preso
atto ed hai ragione nel dirlo, ma sia chiaro che non tutti
sono per forza come lui. E pare anche che tu lo abbia capito,
visto che hai trovato in altri uomini qualità ed emozioni
belle, però pare che non lo accetti fino in fondo.
Scappi da chi ti da amore incondizionatamente perchè
tu sei quella che realmente ha sofferto nella vita e questo
ti rende speciale, diversa dagli altri e nel bene o nel male
ognuno di noi cerca di sentirsi unico e speciale. Mi dispiace
essere così dura, credimi io ho ben capito quanto tu
abbia potuto soffrire ma non sei l'unica al mondo. Io conosco
ragazze che hanno subito violenze sessuali, lutti improvvisi
e dolori enormi ma ti assicuro che non tutte hanno reagito
nel modo in cui hai fatto tu. Tante di loro non hanno voluto
inquinare quanto di buono ci fosse intorno a loro e hanno
scelto di amare per poter essere amate ancora di più.
Proprio per prendersi una rivincita sulla vita disgraziata
che gli è capitata. Evita assolutamente di ributtare
il tuo
dolore su chiunque incontri poichè non credo ti serva.
Scegli anche tu di seminare soltanto sentimenti buoni per
poter fare finalmente un raccolto migliore. baci Nora
December 25, 2003
ciao
Eleonora, ti scrivo perchè vorrei sapere cosa ne pensi
tu del tradimento. a me è capitato di recente dopo
una storia di due anni (non è stato un tradimento prolungato,
è capitato una sola ed unica volta). in quel periodo
mi sentivo oppressa, con le ali tarpate. certo non è
una scusante o una motivazione plausibile ma mi sto rendendo
conto solo ora che a tradire si soffre di più che ad
essere traditi la persona con cui stavo, dopo una serie di
insulti ben studiati e pesanti da sopportare, mi ha detto
che non mi vuole ne' vedere ne' sentire, ne' ora ne' mai più.
come biasimarlo? so di aver sbagliato e se adesso sto male
devo incolpare solo me stessa ma credo anche che non sia giusto
puntare così il dito, segnare una persona per i suoi
errori, cancellarla dalla propria vita perchè lo so
che è una frase strausata, scontatissima e magari anche
troppo banale ma tutti possono
sbagliare io l'ho fatto e mi sono resa conto troppo tardi
del tesoro che avevo tra le mani. non so come farglielo capire,
non so come posso farlo ritornare sui suoi passi, dimostrargli
che lo amo ancora voglio dimostrargli che sono disposta a
ricominciare, che sono cambiata, che puo' ancora avere fiducia
in me.... vorrei qualche consiglio circa il modo
in cui poter riconquistarlo... lo amo troppo (anche se è
stupido dirloadesso). Grazie, a.
Inanzitutto
permettimi di dissentire e piuttosto di affermare che la frase:
"si soffre di più a tradire che ad essere traditi"
è una balla pazzesca! Tu stai soffrendo perchè
il tuo lui ti ha abbandonato e anche se la causa è
perchè tu l'hai tradito non è sicuramente la
stessa cosa che se lui fosse andato via per stare con un'altra.
Ci sono delle persone che hanno un orgoglio da paura (dettato
a mio giudizio da una notevole insicurezza in se stessi) per
le quali essere traditi è un affronto impossibile da
accettare. Per cui anche se si riuscisse a recuperare il rapporto
seguirebbero ripercussioni di ricatti e gelosia paranoica
che non è il caso di viversi. Ci sono altri invece
che riescono a capire che l'orgoglio in questi casi è
una stronzata pazzesca e che riescono a capire che se il proprio
partner va con qualcun'altro ci saranno ben tanti motivi che
non necessariamente deve essere quello di non accettare il
proprio partner. Si insomma la parola tradimento in questi
casi è sbagliata. Si può parlare (come cercano
di farci credere gli uomini da sempre) di distrazioni, di
svagare, di cercare conferme di piacimento presso qualcun'altro.
Questo
credo che possa essere vero. Resta il fatto che personalmente
io credo sia meglio viversi intensamente un rapporto alla
volta e di cercare in questo rapporto la massima soddisfazione,
in tutti i sensi. Spero il tuo lui un giorno riscopra l'amore
che ha per te e sia in grado di superare l'orgoglio come spero
che tu riesca a viverti più a fondo ogni tua storia
d'amore...ma ripeto una alla volta può essere meglio!
baci Nora
Domenica, 18 gennaio 2004
CIAO, X CASO HO VISTO IL TUO SITO E MALE COME
STO HO PENSATO DI SCRIVERTI. MI CHIAMO T., HO 22ANNI E SONO
DI N . DA 7 ANNI STO INSIEME AD A. LA NOSTRA è UNA
STORIA D'AMORE VIVA, INTENSA, GIOIOSA SOTTO OGNI PUNTO DI
VISTA. TI RACCONTO COSA è SUCCESSO IN QUESTO ULTIMO
ANNO. A FEBBRAIO SCORSO LUI è PARTITO X ANDARE A LAVORARE
A L. E QUESTO CI è COSTATO TANTO, MA IL NOSTRO AMORE
CI HA AIUTATO AD ANDARE AVANTI.OGNI VOLTA CHE TORNAVA A N.
ERA FUOCO E
FIAMME! POI A GIUGNO SONO ANDATA A TROVARLO A L. INSIEME ALLA
SUA FAMIGLIA. è STATO PERFETTO: MI HA PORTATO IN GIRO
A VISITARE QUELLA CITTà STUPENDA, PASSEGGIATE ROMANTICHE,
IO CHE IMPAZZIVO D'AMORE X LUI E LUI DI ME. POI QUANDO è
ARRIVATO IL MOMENTO DI PARTIRE, NON TI DICO I PIANTI! DOPO
GIORNI IN CUI NON RIUSCIVAMO A STAR LONTANI HA DECISO DI RITORNARE
A N.. ABBIAMO PASSATO UNA MERAVIGLIOSA ESTATE INSIEME. INSIEME
ABBIAMO POI CERCATO UN
LAVORO X LUI E ANCHE SE NON ARRIVAVA MAI NON AVEVA IMPORTANZA,
XCHè IL NOSTRO AMORE ERA LA COSA PIU BELLA. AD OTTOBRE
SI è SPOSATO SUO FRATELLO ED IO E LUI CI IMMEDESIMAVAMO
NEGLI SPOSI: CHE MAGIA! POI è RITORNATO A L. PER LAVORO
MA ERA ANCORA PIU DURA LA LONTANANZA. PIANGEVAMO E CI SENTIVAMO
PURE DI NOTTE PER DIRCI TI AMO DA MORIRE! è STATO TUTTI
I GIORNI COSI FINO A QUANDO UN GIORNO DI MATTINA L'HO CHIAMATO
(TUTTO ERA PERFETTO COME SEMPRE GLI
DICEVO TI AMO, VOGLIO VIVERE X SEMPRE CON TE). TORNATA DA
LAVORO, DOPO AVER PRANZATO MI SONO SENTITA STRANA NELLA MENTE
E NELL'ANIMA, QUASI COME SE FOSSI ESTRANEA A ME STESSA.MI
SONO SENTITA STRANA NEI CONFRONTI DI LUI E DI ME STESSA. QUESTO
è ACCADUTO IL 5 NOVEMBRE E ORA MI SENTO ANCORA COSI.
NON SO PIU NIENTE, COSA MI è POTUTO SUCCEDERE? LUI
SA QUESTA MIA SITUAZIONE. IO NONVOGLIO PERDERLO. PENSI CHE
DOVREI STARE UN PO SOLA.COME è POSSIBILE PASSARE DA
UNO STATO DI PROFONDO BENESSERE AD UNO STATO CHE MI HA STRAVOLTO
DI PUNTO
IN BIANCO? TI PREGO RISPONDIMI. QUESTA SITUAZIONE MI FA STARE
MALE. T.
E'
naturale. Ci sono momenti in cui devi, se vuoi, poter pensare
e dedicarti ad altro ma ciò non significa che tu non
ami più come prima. Non pensarci più di tanto,
non aver paura di ciò che provi ti ripeto è
normalissimo.Purtroppo questo mondaccio super veloce ci porta
a desiderare (spesso ci costringe!) di vivere sempre al top
della forma, fisica, mentale e sentimentale. Ma se si rivalutasse
anche quanto può essere utile e piacevole
viversi i momenti "down" che umanamente ci capitano,
saremmo tutti tanto più felici! Non siamo delle macchine
ma dei meravigliosi esseri intrisi di sentimenti ed emozioni
che, proprio come nell'amore, vanno da se, aldilà di
tutto e ci coinvolgono senza neanche chiederci il permesso.
E come esiste l'allegria, l'esaltazione, l'entusiasmo così
esistono la serenità, la calma e la malinconia. Sono
dei sentimenti piacevolissimi se uno non li sfugge.
Riuscire a rilassarsi a provare ad essere un pò più
passivi ai sentimenti ci aiuta tanto a vivere meglio al contrario
di quanto ci vogliono far credere. Prova a leggere qualcosa
sulla filosofia orientale (mi raccomando qualcosa di leggero!)
e vedi che al contrario di noi occidentali c'è una
vera e propria esaltazione di questi stati passivi. Fermarsi
non vuol dire morire! baci nora
January 10, 2004
sono
innamorata di un ragazzo ma lui e fidanzato non c'e la faccio
più e troppo bello non riesco a non pensarlo. Come
posso fare?
Immagino
tu sia giovanissima poiché è tipico degli adolescenti
"innamorarsi" spesso anche soltanto della bellezza
esteriore di un ragazzo. E' bellissimo? Guardatelo finché
puoi ma se cerchi l'amore lascia che le cose avvengano da
sé! baci Nora
January 04, 2004
ciao, volevo chiederti un consiglio su un fatto che per me
è molto importante.. Da circa sei mesi frequento un
ragazzo con il quale però non sono fidanzata. La nostra
è una situazione un po' strana perchè quando
ci vediamo stiamo insieme ma poi capita che non ci sentiamo
per settimane. Conosco questo ragazzo da tre anni e già
a quel tempo avevamo avuto una relazione del genere; poi io
volevo di più e per questo avevamo litigato e non c'eravamo
più parlati fino a sei mesi fa quando ci siamo rivisti
in discoteca e tutto è ricominciato. Sono davvero innamorata
di lui e vorrei avere una storia seria insieme ma non ho il
coraggio di parlargliene per paura di perderlo dinuovo. il
fatto è
che nel periodo in cui non ci siamo parlati lui ha avuto una
storia di due anni con un altra ragazza finita poco prima
che ricominciassimo a vederci e continua a ripetermi che non
è pronto per un altra relazione seria. Dice di volermi
bene e di tenerci a me ma non parla mai di un futuro per noi
due. L'ultima volta che ci siamo visti è stata una
settimana fa e abbiamo quasi fatto l'amore (per me sarebbe
stata la prima volta; ho 16 anni) ma proprio
nel momento in cui stava succedendo gli è passata l'erezione.
Lui si è arrabbiato molto e dice che la colpa è
del fatto che dopo che si è lasciato con la sua ex
non aveva mai più avuto il desiderio di farlo mentre
questa volta con me ne aveva davvero voglia e quindi si è
agitato. secondo te invece non è che io non gli piaccio
abbastanza? In più mentre eravamo insieme lui mi ha
detto ti amo. Probabilmente lo ha detto perchè era
trasportato dal momento, non credo che lo pensasse fino in
fondo. Tutto questo è successo una settimana fa e da
quel momento non l'ho più sentito. Non riesco a capirlo
perchè ci sono momenti in cui sembra tenerci a me e
altri in cui sembra il contrario. Tu cosa ne pensi? Secondo
te come mi devo comportare? Per favore rispondimi, è
importante.
Possiamo
fare diverse ipotesi sul fatto che lui non sia riuscito a
far l'amore ma una direi plausibile più di altre può
essere il fatto che non sia riuscito a lasciarsi andare perché
conosce i tuoi sentimenti e ha paura che tu dopo resti troppo
coinvolta e dai un valore a quello che potrebbe essere un
semplice desiderio sessuale, "fissandola" in una
più profonda richiesta (da parte tua) d'amore. E se
così fosse, tanto di cappello a questo ragazzo che
onestamente ha evitato di illuderti e coinvolgerti più
di quanto tu non lo sia già. Più volte ho parlato
dei "rapporti seri", e ti inviterei a leggere anche
le altre risposte che ho dato. Comunque sia sei libera di
scegliere se volerti vivere in modo più naturale questo
rapporto, per cui godendoti quello che fin'ora c'è
e non usare più di tanto il cervello che in amore fa
soltanto casino! E ricorda quando lui è vicino a te
è perché ne ha voglia e questo dovrebbe farti
piacere e basta. Baci Nora
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