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Siamo stati abituati a pensare che
innamorarsi sia un'esperienza sconvolgente, tragica,
pericolosa. L'amore supera qualunque logica, qualunque
buon senso, è cieco, sordo e irrazionale.
Contesse che perdono la testa per garzoni di macelleria,
grandi industriali rovinati da prostitute redente,
tranquilli impiegati di banca che si trasformano
in Rambo, suore che si danno alle orge. L'amore
è capace di tutto. Se ne frega di regole
e convenzioni... Come abbiamo già detto è
la parte più forte di ognuno di noi. Bhe,
sì è vero, l'amore ci fa fare follie
ma a ben guardare spesso non si tratta di pazzie
veramente irrazionali, cioè alla fine non
sempre ci facciamo infinocchiare così facilmente.
Ad esempio ci si innamora sempre seguendo una precisa
scala di valori. In effetti perché una contessa
dovrebbe per forza innamorarsi di un conte? Lei
i soldi ce li ha già, averne altri non cambierebbe
la sua vita. E poi i conti sono pieni di donne e
questo li rende amanti un po' pigri. I garzoni di
macelleria invece sono giovani, arrapati in maniera
bestiale e farsi una contessa tutta profumi e biancheria
traforata è un'esperienza galvanizzante.
E poi state tranquilli che la contessa non è
scema, di garzoni ne vede dalla mattina alla sera
e certamente ne sceglierà uno bello, aitante
e simpatico. Succede anche che ci si innamori di
un avanzo di galera che magari puzza pure... Ma
se andate a guardare bene scoprirete che chi se
n'è innamorato aveva qualche pulsione masochistica
nascosta nelle pieghe dell'anima... Questa persona
ha un enorme bisogno di attenzione, di contatto
con gli altri, di calore umano. Non riesce però
a sentire un rapporto calmo e amorevole. Cerca quindi
qualcuno che la domini e la maltratti. Questo la
fa soffrire ma contemporaneamente calma l'ansia.
In effetti se osservate con attenzione coppie di
questo tipo vi accorgerete che il dominatore, in
realtà, dedica la totalità della sua
attenzione e delle sue energie al dominare. Il dominato
è sì oppresso e maltrattato ma è
anche gratificato di essere al centro delle attenzioni,
anche se si tratta di attenzioni negative. Chi non
è stato abituato a dolcezze e gentilezze,
non è in grado di recepirle. Il suo naturale
bisogno di affetto marcisce e si tramuta in semplice
bisogno di attenzione. Non importa più se
si tratta di attenzione "cattiva". Basta
che ci sia. Essere picchiati è meglio che
non essere considerati per niente, essere dimenticati
(non mi dilungo oltre visto che su questo tema sono
state scritte milioni di pagine). Quello che voglio
dire è che l'amore è sì cieco
e irrazionale ma segue comunque una precisa linea
d'interesse. Le stranezze e le storture delle nostre
brame possono far sembrare l'amore un fenomeno "disinteressato"
ma questa è un'allucinazione, una balla romantica.
Quasi nessuno si innamora di quelli brutti, gobbi
e ignoranti, a meno che non abbiano un pacco di
soldi, abbiamo vinto un Nobel o siano in testa alle
hit-parade del rap. Il sentimento dell'amore non
sgorga dal nulla. Può darsi che, dopo, vi
accorgiate che quella persona è buona, dolce,
solidale, sensibile, ma quando la incontrate per
la prima volta non potete saperlo. Quantomeno all'inizio
scegliamo in virtù delle apparenze. La bellezza,
il modo di muoversi, la notorietà, sono le
molle che ci portano a un primo approccio. Secondo
la nostra personale, unica, scala di valori quella
persona diventa inconsciamente appetibile, la selezioniamo
rispetto a decine di altre che magari sono mille
volte meglio, ma non soddisfano le nostre aspettative
esteriori, superficiali, e quindi non ci diamo neppure
la pena di conoscerle. L'amore, almeno all'inizio,
è una questione di interesse. Le fotomodelle
ventenni non fuggono mai con gli impiegati dell'INPS
in pensione. Ma questo non sarebbe così grave,
il problema è che anche dopo l'inizio l'amore
continua a essere una questione di interesse. Esistono
in effetti casi di amore puro, ma sono rari. Quando
diciamo "ti amo", quando ci dicono:"ti
amo", questo "ti amo" non vuol dire
soltanto: "sento una cosa meravigliosa, un
sentimento che mi trascina verso di te, un piacere
nel guardarti, nel sentirti, nel toccarti..."
No! Dire "ti amo" significa prendere una
serie di impegni: "ti telefonerò, non
andrò a letto con un altro, faremo le vacanze
assieme, mi ricorderò del tuo compleanno,
mi incazzerò come una bestia se ti vedo baciare
un'altra persona, cercherò di strapparti
i nostri figli ricorrendo al migliore avvocato divorzista
se mi rompi i coglioni e mi deludi". Il nostro
"ti amo" è indissolubilmente legato
a un "ti voglio tutto per me". Non sappiamo
neanche se domani saremo ancora vivi ma comunque
vogliamo mettere un'ipoteca sulla vita di un altro.
La persona amata non è il semplice bersaglio
dei nostri desideri. E' colei che deve liberarci
dalla solitudine, dalla noia, dalla depressione
sessuale, dalla tristezza, dalle carenze affettive,
dalla necessità di assumere una cameriera,
trovare un socio in affari, lavorare per comprarsi
la collana di diamanti... Però praticamente
è impossibile che una persona risolva tutti
i nostri problemi. Quando ci rendiamo conto che,
forse, la persona che amiamo, non è quel
semi-dio che credevamo, ci piglia l'ansia, e iniziamo
a odiarla. Poi ci viene il rimorso perché
ci rendiamo conto di pretendere troppo e diventiamo
tristi. Così inizia il casino. Già
amarsi non è facile, ma questo coacervo di
interessi e ansie manda tutto al diavolo irrimediabilmente.
In effetti, a voler ben guardare, il vero amore
non c'entra niente con cose tipo la fedeltà.
Se io amo, se io ho piacere nel recepire la positività
di un altro essere, godrò di ogni cosa che
renda felice questa persona. Ovviamente non potrò
sopportare che questa si metta a sbaciucchiarsi
con altri davanti a me, questo scatenerebbe i miei
istinti animali d'accoppiamento e sarebbe un segno
di poca sensibilità da parte sua. Ma non
c'è nessun animale che s'incavola se la moglie
tuba con un altro durante una passeggiata solitaria.
Occhio non vede, cuore non duole. Se una persona
che amo, senza togliermi niente, facendo le cose
con tatto e gentilezza, se la spassa con altri io
dovrei essere contento per lei. E anche per me;
sarà più gioiosa, più ricca
d'esperienze, mi darà di più e magari
ti insegna qualche nuovo giochetto erotico e poi
fa l'amore con te in maniera bestiale. La possessività
è la paura del confronto, di non essere più
amati, di non avere più il controllo dell'altro.
Se prima di trovare il vostro amore a letto con
degli sconosciuti voi aveste giaciuto con Claudia
Schiffer e Noemi Campbell (oppure con Richard Gere
e Swarzenegger), che vi hanno proposto un week-end
alle Maldive, dubito che vi incazzereste poi molto.
Anzi ne sareste sollevati, così ve la potrete
spassare coi vostri idoli a portata di bacio senza
complicazioni morali e logistiche. Invece vi incazzate
bestialmente perché siete soli come cagnolini
bastardi abbandonati sull'autostrada e per conquistarvi
qualche straccio d'amore vi siete dovuti dannare
l'anima a fare footing tutti i giorni, rinunciare
ai cannoli alla crema, imparare l'inglese e darvi
un'aria da persone che valgono qualcosa. Ma l'amore,
qui, dov'è? "Sono una merda, penso che
nessuno mi voglia, la vita è uno schifo,
ma ti amo e pretendo perciò che tu mi sia
fedele e mi dimostri che sono un essere bello, forte,
felice e intelligente mentre io continuerò
a fare di tutto per convincerti del contrario."
Questo non è amore. E'
sadomasochismo nichilista. C'è da chiedersi,
a questo punto, perché andiamo pazzi per
questa forma di amore avido che nulla ha di sublime,
divino e magico. Perché questo sentimento
così terra-terra è così potente?
E' solo la nostra solitudine che ci spinge, ci
galvanizza l'ugola, ci sfrillacchera il velopendulo
e ci fa stare ore ed ore a fissare il telefono
nell'odiosa convinzione che, il telefono, a furia
di guardarlo, inizierà a parlare? Oppure
nel nostro amore "un tanto al chilo"
c'è dell'altro, qualche cosa di divino
che lo rende potente ben più di una qualsiasi
crisi d'angoscia schizofrenica con scatti paranoici?
No! Non c'è nient'altro. L'umanità
è stupida. E anche l'idea stessa dell'amore
è una cavolata siderale con le bollicine.
Nessuno sa cos'è l'amore. Neanche se mettete
in palio 500 milioni troverete qualcuno che conosca
la risposta. E' una domanda forse altrettanto
complessa di quell'altra. "Che è mai
la vita?" La sostanziale differenza tra l'amore
e la vita, è che la vita per quanto noi
si possa fare, continua a esistere ogni giorno
in modo inestenuabile, e sotto i nostri occhi;
il vero amore, al contrario è molto difficile
ritrovarlo. A volte, è vero, si è
convinti di averlo trovato, finalmente ma ci resta
sempre il dubbio che non sia l'amore, e tendiamo
il naso sniffando in giro per sentire se c'è
odore di bruciato. Cercando di spiegarci cosa
sia l'amore inizieremo a dire che l'amore non
esiste. Nessuno l'ha mai incontrato per la strada
o visto al bar mentre si beveva un frappé.
Né vi è stato mai nessuno che sia
riuscito a chiuderlo in una scatoletta e fotografarlo.
E non vi è neppure qualcuno che sia in
grado di spiegare in un qualche modo cosa sia
l'amore o dimostrare che realmente esista. L'amore
è una supposizione, una convinzione che
un giorno ha colpito la mente di un qualche matto
e si è subito diffusa nella razza umana.
Una moda, una diceria infondata. Una sciocca mania.
L'amore non solo non esiste ma è pure una
cosa orribile. Mai parola più tremenda
fu pronunciata da bocca umana. AMORE. Iddio in
persona si rotola e bestemmia al solo udirla.
Quanta gente è morta, ha ucciso o si è
uccisa in nome dell'amore. Quale guerra non è
stata combattuta per amore di una donna con la
quale fare il gradasso poi? Quali orribili sofferenze
quest'invenzione assurda ha portato all'umanità.
L'amore presuppone l'odio, presuppone che si amino
solo alcuni e altri no, presuppone la solitudine,
l'abbandono e provoca la gelosia. Pure l'amore
materno mi fa ribrezzo. Non vi è nulla
di più depravato e mostruoso dell'amore
materno; quando vedo una madre fare la faccia
dell'amore materno al suo pupo, rabbrividisco.
Fa gli occhi innamorati dell'infanzia ma sarebbe
pronta a strangolare tutti i bambini della Galilea
purché suo figlio diventi un Gesù
Cristo, un re del tip-tap, un divo di Hollywood
e non resti un imbecille come il padre. Viene
da chiedersi, e ce lo chiederemo, perché
simile orrore, l'amore, si sia abbattuto sulla
razza umana, e se questo vizio immondo sia originario
e naturale e quindi, ahimé, difficilmente
abbattibile, o se invece sia frutto di una qualche
causa storica o sociale, come l'hula-hop, l'alcolismo
e il rock&roll. Ora ci sembra che la natura non
abbia nessun motivo di essere così ostile
al genere umano da fornirlo di "amore"
geneticamente. In effetti non esiste prova scientifica
dell'esistenza biologica dell'amore. Il che ci
fa supporre che l'amore sia un fattore acquisito
dall'umanità durante il processo di evoluzione
da scimmia a umano. Gli animali infatti non fanno
simili porcherie, essi non hanno innanzitutto
una coscienza sentimentale paragonabile alla nostra.
Se è possibile dire che gli animali amano
in un qualche modo, bisognerebbe però dire
che difficilmente potrebbero distinguere tra l'amore
per un partner e l'altro, per la madre o per un
qualsiasi altro membro del branco. Né potrebbero
distinguere tra l'amore per un loro simile e il
sentimento che provano per una goccia d'acqua,
l'erba che mangiano, la preda che azzannano o
il nemico che li sta uccidendo. Gli animali sono
come Dio, hanno l'amore diffuso. Gli umani, invece,
soprattutto odiano, sono inviperiti. E' come se
una tarantola li avesse morsi da bambini e non
si fossero più ripresi dallo shock. Qui
ho fatto in realtà un po' lo gnorri, l'ho
buttata lì con nonchalance "E' come
se una tarantola li avesse morsi da bambini...".
Detto così, come se niente fosse, ma in
realtà è un abile espediente letterario,
la verità è che siamo stati morsi
da bambini e non ci siamo più ripresi.
E' da lì che ci siamo ammalati d'amore
abbiamo cominciato a essere suscettibili come
i vampiri. Abbiamo il dente avvelenato e una pistola
carica in tasca. Se l'amore è una cosa
brutta, ancora peggiori sono le pene d'amore.
L'amore letterariamente è un sentimento
"positivo" verso un'altra persona, ma
incredibilmente gli uomini non riescono a sopportare
che questo sentimento possa non essere ricambiato
in contanti. Così l'incapacità di
amare in modo disinteressato provoca sofferenze
indicibili. Infatti se c'è una cosa che
fa impazzire gli umani è di amare qualcuno
e non essere ricambiati. E in effetti, nonostante
tutti si dichiarino desiderosi d'amore, quando
in realtà ci si accorge che qualcuno ci
ama, spesso la reazione è di irritazione,
paura, panico e tremarella e si sente imperante
il desiderio di fuggire il più velocemente
possibile. Mia nonna a questo proposito, dandomi
consigli sul comportamento in amore, mi diceva
sempre: "Scappa che t'inseguo, inseguimi
che scappo" e certo anche voi avrete sperimentato
quanto questo proverbio sia verace.
l'opinione
dell'ottimista
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